"Quali lodi potremo dunque cantare allamore di Dio, quali grazie
potremo rendere?
Ci ha amato tanto che per noi è nato nel tempo; è stato formato da una
madre che lui ha creato; è stato sorretto da mani che lui ha formato; ha succhiato da un
seno che lui ha riempito. Nella sua infanzia, senza parole, ha vagito nel presepe, Lui, il
Verbo senza il quale la parola umana sarebbe muta...
Quale dono maggiore di questo?
Di chi il merito?
Quale il motivo?
Di chi la giustizia?
Rifletti, e non troverai altro che dono
"
(Disc. 188, 2)
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